{"id":2833,"date":"2022-10-10T12:20:52","date_gmt":"2022-10-10T10:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.compagniabrat.it\/?p=2833"},"modified":"2026-09-25T11:48:23","modified_gmt":"2026-09-25T09:48:23","slug":"nunc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.compagniabrat.it\/en\/nunc\/","title":{"rendered":"NUNC"},"content":{"rendered":"<p><iframe src=\"https:\/\/youtu.be\/95O-XX4V_wo\"><\/iframe><\/p>\n<h2>\n<p style=\"color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">\n<p style=\"font-size: 60px; line-height: 0.5;\">nunc<\/p>\n<\/h2>\n<h2><span><\/p>\n<p style=\"font-size:25px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">\n<p style=\"font-size: 40px; line-height: 0.5;\">NUNC<\/p>\n<p><\/span><\/h2>\n<div>\n<p><strong>creazione collettiva<\/strong><br \/>regia <strong>Claudio Colombo<\/strong><br \/>aiuto regia <strong>Michele Guidi<\/strong><br \/>contributo narrativo <strong>Pier Lorenzo Pisano<\/strong><br \/>con <strong>Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Irene Silvestri, Paolo Tosin<\/strong><br \/>suoni e musiche originali <strong>Paolo Tosin<\/strong><br \/>maschere e costumi <strong>BRAT<br \/><\/strong>scene <strong>Claudio Signorini <\/strong>di <strong>TuttaScena<br \/><\/strong>produzione <strong>BRAT<\/strong><strong><br \/><\/strong><span style=\"font-weight: 400;\">realizzato grazie a <strong>Teatro Metastasio di Prato<\/strong><\/span><br \/>con il sostegno di\u00a0<strong>Scenario ETS, L\u2019arboreto &#8211; Teatro Dimora | La Corte Ospitale &#8211; Centro di Residenza Emilia-Romagna, La Piccionaia &#8211; Centro di Produzione Teatrale<\/strong><\/p>\n<p><strong>VINCITORE DI PREMIO SCENARIO INFANZIA 2022<\/strong><span style=\"font-weight: 400;\"><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>NUNC<\/i>, che significa \u201cora\u201d, racconta la storia di un mondo abitato da creature che vivono soltanto nell\u2019istante: un presente continuo nel quale queste assurde figure sono incapaci di vedere al di l\u00e0 del proprio naso. In un mondo sospeso tra un passato remoto e un futuro gi\u00e0 consumato, tutto parte da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 semplice e necessario: la fame. Ma il bisogno primario diventa presto desiderio, possesso, accumulo e avidit\u00e0. Si coltiva, si produce, si consuma. E cos\u00ec, passo dopo passo, la ricerca di ci\u00f2 che serve per vivere finisce per trasformarsi in ci\u00f2 che mette a rischio la possibilit\u00e0 stessa di un domani, in una folle corsa verso l\u2019estinzione.<\/p>\n<p>Una storia semplice che, poco a poco, diventa la parabola dell\u2019umanit\u00e0 intera e dei suoi meccanismi: la lotta per le risorse, la sopraffazione del pi\u00f9 debole, l\u2019egoismo e la violenza.<\/p>\n<p><i>NUNC<\/i> guarda con lucidit\u00e0 al rapporto tra ci\u00f2 che facciamo oggi e ci\u00f2 che lasciamo a chi verr\u00e0 dopo di noi: \u201cora\u201d \u00e8 il tempo in cui viviamo, ma anche il momento nel quale ogni scelta produce conseguenze. Ci\u00f2 che ora scegliamo, o non scegliamo, diventa futuro.<\/p>\n<p>Senza parole, attraverso maschere, corpi, oggetti, suoni e terra, prende forma un universo surreale e al contempo concretissimo. La potenza delle immagini apre un immaginario che fa divertire, fantasticare e sognare: una fiaba senza tempo che sorprende e porta a riflettere sulla condizione dell\u2019essere umano. Lasciando, alla fine, un piccolo e prezioso sapore di speranza.<\/p>\n<\/div>\n<ul>\n<li>\n<h3>\n<h2 class=\"wdcstitle\"><span><\/p>\n<p style=\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\">motivazione<\/p>\n<p style=\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">premio scenario infanzia<\/p>\n<p><\/span><\/h2>\n<\/h3>\n<div>\n<p>Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di\u00a0una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni et\u00e0.<br \/>La naturale lentezza dell\u2019agricoltura e la velocit\u00e0 della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialit\u00e0 dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.<br \/>Nunc \u00e8 una stratificazione di linguaggi messi in campo con\u00a0consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga\u00a0sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.<br \/>L\u2019assenza della\u00a0parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono,\u00a0spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della\u00a0tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.<\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<h3>\n<h2 class=\"wdcstitle\"><span><\/p>\n<p style=\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\">dicono<\/p>\n<p style=\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">dello spettacolo<\/p>\n<p><\/span><\/h2>\n<\/h3>\n<div>\n<p><i>&lt;&lt; E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande \u00e8 andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilit\u00e0 un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo \u00e8 stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con s\u00e9. L\u2019interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance \u00e8 stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c\u2019era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ci\u00f2 che \u00e8 possibile. &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Nj\u00faz &#8211; <strong>Festival PAN (Slovacchia)<\/strong><\/p>\n<p><i><br \/>&lt;&lt; La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all\u2019assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l\u2019altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal \u201cC\u2019era una volta\u201d al finale del ritorno all\u2019ordine, qualunque esso sia). Bens\u00ec il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, [&#8230;] in uno spazio assoluto e quasi metafisico [&#8230;], e soprattutto un mito che \u2013 proprio grazie alla sua forza epica \u2013 non si pone come \u2018parentesi\u2019 narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell\u2019equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l\u2019infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce [&#8230;] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell\u2019umanit\u00e0, nell\u2019equilibrio concettuale tra l\u2019apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Stefano Casi &#8211; <strong>casicritici<\/strong><\/p>\n<p><i><br \/>&lt;&lt; L&#8217;impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perci\u00f2 funge da monito. [&#8230;] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino &#8220;ora&#8221;, narra una storia semplice che parla s\u00ec delle tematiche sottese alla sostenibilit\u00e0 ma vuole raccontare anche l&#8217;importanza delle relazioni e della solidariet\u00e0. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Rossella Marchi &#8211; <b>EOLO rivista online di Teatro Ragazzi<\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Se il teatro &#8220;tout public&#8221; deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito &#8220;docere et delectare&#8221; missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. [&#8230;] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva &#8220;fumettistica&#8221; e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati &#8220;in casa&#8221;, trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessit\u00e0 del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell&#8217;attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una societ\u00e0 deformata dall&#8217;illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente.<\/i>\u00a0&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Pietro Corvi &#8211; <b>Libert\u00e0 di Piacenza<\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \u00e8 una bella lingua. Forse \u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\u00ec. Abbiamo capito bene perch\u00e9 questa storia ha un\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\u2026] Questo \u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\u00f9 che frutti dar\u00e0 delle pentole. Per\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\u00ec? [&#8230;] Credo siano davvero su un\u2019isola. Un\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\u00f9 che qualche navigante dovr\u00e0 trovare. <\/i>&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Piccolo osservatorio (5-11 anni) &#8211; <b>Premio Scenario Infanzia<\/p>\n<p><\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \u201cnuovamente arcaico\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\/i>&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Osservatorio critico &#8211; <b>Premio Scenario Infanzia<\/b><b><\/b><i><\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\n<h3>\n<h2 class=\"wdcstitle\"><span><\/p>\n<p style=\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\">motivazione<\/p>\n<p style=\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">premio scenario infanzia<\/p>\n<p><\/span><\/h2>\n<\/h3>\n<div>\n<p>Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di\u00a0una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni et\u00e0.<br \/>La naturale lentezza dell\u2019agricoltura e la velocit\u00e0 della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialit\u00e0 dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.<br \/>Nunc \u00e8 una stratificazione di linguaggi messi in campo con\u00a0consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga\u00a0sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.<br \/>L\u2019assenza della\u00a0parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono,\u00a0spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della\u00a0tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.<\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<h3>\n<h2 class=\"wdcstitle\"><span><\/p>\n<p style=\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\">dicono<\/p>\n<p style=\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\">dello spettacolo<\/p>\n<p><\/span><\/h2>\n<\/h3>\n<div>\n<p><i>&lt;&lt; E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande \u00e8 andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilit\u00e0 un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo \u00e8 stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con s\u00e9. L\u2019interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance \u00e8 stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c\u2019era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ci\u00f2 che \u00e8 possibile. &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Nj\u00faz &#8211; <strong>Festival PAN (Slovacchia)<\/strong><\/p>\n<p><i><br \/>&lt;&lt; La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all\u2019assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l\u2019altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal \u201cC\u2019era una volta\u201d al finale del ritorno all\u2019ordine, qualunque esso sia). Bens\u00ec il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, [&#8230;] in uno spazio assoluto e quasi metafisico [&#8230;], e soprattutto un mito che \u2013 proprio grazie alla sua forza epica \u2013 non si pone come \u2018parentesi\u2019 narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell\u2019equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l\u2019infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce [&#8230;] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell\u2019umanit\u00e0, nell\u2019equilibrio concettuale tra l\u2019apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Stefano Casi &#8211; <strong>casicritici<\/strong><\/p>\n<p><i><br \/>&lt;&lt; L&#8217;impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perci\u00f2 funge da monito. [&#8230;] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino &#8220;ora&#8221;, narra una storia semplice che parla s\u00ec delle tematiche sottese alla sostenibilit\u00e0 ma vuole raccontare anche l&#8217;importanza delle relazioni e della solidariet\u00e0. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. &gt;&gt;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Rossella Marchi &#8211; <b>EOLO rivista online di Teatro Ragazzi<\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Se il teatro &#8220;tout public&#8221; deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito &#8220;docere et delectare&#8221; missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. [&#8230;] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva &#8220;fumettistica&#8221; e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati &#8220;in casa&#8221;, trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessit\u00e0 del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell&#8217;attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una societ\u00e0 deformata dall&#8217;illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente.<\/i>\u00a0&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Pietro Corvi &#8211; <b>Libert\u00e0 di Piacenza<\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \u00e8 una bella lingua. Forse \u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\u00ec. Abbiamo capito bene perch\u00e9 questa storia ha un\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\u2026] Questo \u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\u00f9 che frutti dar\u00e0 delle pentole. Per\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\u00ec? [&#8230;] Credo siano davvero su un\u2019isola. Un\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\u00f9 che qualche navigante dovr\u00e0 trovare. <\/i>&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Piccolo osservatorio (5-11 anni) &#8211; <b>Premio Scenario Infanzia<\/p>\n<p><\/b><\/p>\n<p>&lt;&lt;<i> Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \u201cnuovamente arcaico\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\/i>&gt;&gt;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Osservatorio critico &#8211; <b>Premio Scenario Infanzia<\/b><b><\/b><i><\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/42.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>42<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/46.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>46<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/45.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>45<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/51.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>51<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/47.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>47<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/61.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>61<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/53.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>53<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/43.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>43<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/56.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>56<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/49.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>49<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/44.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>44<\/h3>\n<\/li>\n<li>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/48.png\" alt=\"\"><\/p>\n<h3>48<\/h3>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><br \/>\n<!-- {\"type\":\"layout\",\"children\":[{\"type\":\"section\",\"props\":{\"class\":\"webdevsinglebanner\",\"image_position\":\"center-center\",\"image_size\":\"cover\",\"padding\":\"none\",\"style\":\"default\",\"title_breakpoint\":\"xl\",\"title_position\":\"top-left\",\"title_rotation\":\"left\",\"vertical_align\":\"middle\",\"width\":\"\"},\"children\":[{\"type\":\"row\",\"children\":[{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\",\"vertical_align\":\"middle\"},\"children\":[{\"type\":\"video\",\"props\":{\"margin\":\"large\",\"status\":\"disabled\",\"video\":\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/watch?v=Tn9LEd8L-kQ\",\"video_controls\":true,\"video_width\":\"2000\"}},{\"type\":\"video\",\"props\":{\"margin\":\"large\",\"video\":\"https:\\\/\\\/youtu.be\\\/95O-XX4V_wo\",\"video_controls\":true,\"video_width\":\"2000\"}},{\"type\":\"image\",\"props\":{\"image_svg_color\":\"emphasis\",\"margin\":\"default\",\"status\":\"disabled\"},\"source\":{\"query\":{\"name\":\"posts.singlePost\"},\"props\":{\"image\":{\"filters\":{\"search\":\"\"},\"name\":\"featuredImage.url\"}}}}]}]}],\"name\":\"Intestazione spettacoli\"},{\"type\":\"section\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"style\":\"default\",\"title_breakpoint\":\"xl\",\"title_position\":\"top-left\",\"title_rotation\":\"left\",\"vertical_align\":\"middle\",\"width\":\"default\"},\"children\":[{\"type\":\"row\",\"children\":[{\"type\":\"column\",\"props\":{\"image_position\":\"center-center\",\"position_sticky_breakpoint\":\"m\"},\"children\":[{\"type\":\"headline\",\"props\":{\"class\":\"wdcstitle\",\"content\":\"\n\n<p style=\\\"color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\"><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"font-size: 60px; line-height: 0.5;\\\">nunc<\\\/p>\",\"margin\":\"medium\",\"margin_remove_top\":true,\"title_element\":\"h2\",\"visibility\":\"s\"},\"name\":\"titolo border desktop\"},{\"type\":\"headline\",\"props\":{\"class\":\"wdcstitle\",\"content\":\"<span>\n\n<p style=\\\"font-size:25px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\"><\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px; line-height: 0.5;\\\">NUNC<\\\/p><\\\/span>\",\"margin\":\"medium\",\"margin_remove_top\":true,\"title_element\":\"h2\",\"visibility\":\"hidden-s\"},\"name\":\"titolo border mobile\"},{\"type\":\"text\",\"props\":{\"column_breakpoint\":\"m\",\"content\":\"\n\n<p><strong>creazione collettiva<\\\/strong><br \\\/>regia <strong>Claudio Colombo<\\\/strong><br \\\/>aiuto regia <strong>Michele Guidi<\\\/strong><br \\\/>contributo narrativo <strong>Pier Lorenzo Pisano<\\\/strong><br \\\/>con <strong>Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Irene Silvestri, Paolo Tosin<\\\/strong><br \\\/>suoni e musiche originali <strong>Paolo Tosin<\\\/strong><br \\\/>maschere e costumi <strong>BRAT<br \\\/><\\\/strong>scene <strong>Claudio Signorini <\\\/strong>di <strong>TuttaScena<br \\\/><\\\/strong>produzione <strong>BRAT<\\\/strong><strong><br \\\/><\\\/strong><span style=\\\"font-weight: 400;\\\">realizzato grazie a <strong>Teatro Metastasio di Prato<\\\/strong><\\\/span><br \\\/>con il sostegno di\\u00a0<strong>Scenario ETS, L\\u2019arboreto - Teatro Dimora | La Corte Ospitale - Centro di Residenza Emilia-Romagna, La Piccionaia - Centro di Produzione Teatrale<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><strong>VINCITORE DI PREMIO SCENARIO INFANZIA 2022<\\\/strong><span style=\\\"font-weight: 400;\\\"><\\\/span><\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><strong>collective creation<\\\/strong><br \\\/>directed by <strong>Claudio Colombo<\\\/strong><br \\\/>assistant director <strong>Michele Guidi<\\\/strong><br \\\/>narrative contribution <strong>Pier Lorenzo Pisano<\\\/strong><br \\\/>with <strong>Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Irene Silvestri, Paolo Tosin<\\\/strong><br \\\/>original sounds and music <strong>Paolo Tosin<\\\/strong><br \\\/>masks and costumes <strong>BRAT<\\\/strong><br \\\/>set design <strong>Claudio Signorini<\\\/strong><br \\\/>production <strong>BRAT\\u00a0<\\\/strong><br \\\/><span style=\\\"font-weight: 400;\\\">made possible by <strong>Teatro Metastasio di Prato<\\\/strong><\\\/span><br \\\/>with the support of <strong>Scenario, L'arboreto - Teatro Dimora | La Corte Ospitale - Centro di Residenza Emilia-Romagna, La Piccionaia - Centro di Produzione Teatrale<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><strong>WINNER OF PREMIO SCENARIO INFANZIA 2022<\\\/strong><span style=\\\"font-weight: 400;\\\"><\\\/span><\\\/p>\",\"margin\":\"default\"}},{\"type\":\"text\",\"props\":{\"column_breakpoint\":\"m\",\"content\":\"\n\n<p style=\\\"text-align: justify;\\\"><i>NUNC<\\\/i>, che significa \\u201cora\\u201d, racconta la storia di un mondo abitato da creature che vivono soltanto nell\\u2019istante: un presente continuo nel quale queste assurde figure sono incapaci di vedere al di l\\u00e0 del proprio naso. In un mondo sospeso tra un passato remoto e un futuro gi\\u00e0 consumato, tutto parte da ci\\u00f2 che \\u00e8 pi\\u00f9 semplice e necessario: la fame. Ma il bisogno primario diventa presto desiderio, possesso, accumulo e avidit\\u00e0. Si coltiva, si produce, si consuma. E cos\\u00ec, passo dopo passo, la ricerca di ci\\u00f2 che serve per vivere finisce per trasformarsi in ci\\u00f2 che mette a rischio la possibilit\\u00e0 stessa di un domani, in una folle corsa verso l\\u2019estinzione.<br \\\/><br \\\/>Una storia semplice che, poco a poco, diventa la parabola dell\\u2019umanit\\u00e0 intera e dei suoi meccanismi: la lotta per le risorse, la sopraffazione del pi\\u00f9 debole, l\\u2019egoismo e la violenza.<br \\\/><br \\\/><i>NUNC<\\\/i> guarda con lucidit\\u00e0 al rapporto tra ci\\u00f2 che facciamo oggi e ci\\u00f2 che lasciamo a chi verr\\u00e0 dopo di noi: \\u201cora\\u201d \\u00e8 il tempo in cui viviamo, ma anche il momento nel quale ogni scelta produce conseguenze. Ci\\u00f2 che ora scegliamo, o non scegliamo, diventa futuro.<br \\\/><br \\\/>Senza parole, attraverso maschere, corpi, oggetti, suoni e terra, prende forma un universo surreale e al contempo concretissimo. La potenza delle immagini apre un immaginario che fa divertire, fantasticare e sognare: una fiaba senza tempo che sorprende e porta a riflettere sulla condizione dell\\u2019essere umano. Lasciando, alla fine, un piccolo e prezioso sapore di speranza.<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><i>NUNC<\\\/i>, meaning \\u201cnow\\u201d, tells the story of a world inhabited by creatures who live only in the present moment: a perpetual present in which these absurd figures are incapable of seeing beyond their own noses. In a world suspended between a distant past and a future already spent, everything begins with the simplest and most essential need: hunger. But this basic need soon becomes desire, possession, accumulation and greed. They cultivate, they produce, they consume. And so, step by step, the quest for what is needed to survive ends up becoming the very thing that jeopardises the possibility of a tomorrow, in a mad rush towards extinction.<br \\\/><br \\\/>A simple story which, little by little, becomes a parable of humanity as a whole and its mechanisms: the struggle for resources, the oppression of the weak, selfishness and violence.<br \\\/><br \\\/><i>NUNC<\\\/i> takes a clear-eyed look at the relationship between what we do today and what we leave to those who come after us: \\u201cnow\\u201d is the time in which we live, but also the moment in which every choice has consequences. What we choose, or fail to choose, now becomes the future.<br \\\/><br \\\/>Without words, through masks, bodies, objects, sounds and earth, a surreal yet utterly tangible universe takes shape. The power of the imagery opens up an imaginary world that entertains, stimulates the imagination and invites us to dream: a timeless fairy tale that surprises and prompts reflection on the human condition. Ultimately, it leaves behind a small yet precious glimmer of hope.<\\\/p>\",\"margin\":\"medium\"}},{\"type\":\"accordion\",\"props\":{\"class\":\"text-justify\",\"collapsible\":true,\"content_column_breakpoint\":\"m\",\"image_align\":\"top\",\"image_grid_breakpoint\":\"m\",\"image_grid_width\":\"1-2\",\"image_svg_color\":\"emphasis\",\"link_style\":\"default\",\"link_text\":\"Read more\",\"margin\":\"large\",\"show_image\":true,\"show_link\":true,\"visibility\":\"s\"},\"children\":[{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Nunc vuol dire ora. \\u00c8 un nome e un manifesto per queste assurde creature incapaci di vivere al di l\\u00e0 del proprio naso. Forse, in questi tempi, vivere il qui\\u00a0e ora non \\u00e8 sinonimo di felicit\\u00e0 ma di egoismo, di mancanza di proiezione\\u00a0verso un futuro sostenibile. Forse vivere soltanto nell\\u2019istante significa non\\u00a0ragionare sulle conseguenze. Soprattutto, essere incastrati nel presente, senza\\u00a0riuscire a vedere oltre, ha un effetto: non imparare dai propri errori.<br \\\/><br \\\/>Come queste creature, non possiamo che vivere il presente. Eppure le nostre\\u00a0azioni di oggi riverberano su ci\\u00f2 che sar\\u00e0 domani. Tutte, dalla pi\\u00f9 piccola alla\\u00a0pi\\u00f9 grande.<br \\\/><br \\\/>&lt;&lt; <em>La musica e l\\u2019eco della musica si propagavano nel Vuoto ed esso non era vuoto.<\\\/em> &gt;&gt;\\u00a0 \\u00a0J. R. R. Tolkien<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><em>Nunc<\\\/em> means now. It is a name and a manifesto for these absurd creatures incapable of living beyond their noses. Perhaps, in these times, living in the here and now is not synonymous with happiness but with selfishness, with a lack of projection towards a sustainable future. Perhaps living only in the moment means not reasoning about the consequences. Above all, being stuck in the present, without being able to see beyond, has one effect: not learning from one's mistakes.<\\\/p>\\n\n\n<p>Like these creatures, we can only live in the present. Yet our actions today reverberate on what will be tomorrow. All of them, from the smallest to the largest.<\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt; <em>The music and the echo of the music went out into the Void, and it was not void.<\\\/em> &gt;&gt; J. R. R. Tolkien<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">sinossi<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">dello spettacolo<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">synopsis<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">of the show<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p><em>Nunc<\\\/em> \\u00e8 il frutto di un lavoro di gruppo fondato sulla scrittura di scena collettiva a favore di un\\u2019autorialit\\u00e0 condivisa e di un continuo scambio di idee. Il confronto tra noi \\u00e8 partito da stimoli profondamente radicati in ciascun componente del gruppo.<\\\/p>\\n\n\n<p>Ci siamo interrogati su come l\\u2019alimentazione umana abbia influito sulla natura, nel corso della storia fino ad oggi.<br \\\/>Ci siamo chiesti se siamo in un momento di non ritorno, in cui il progresso ci ha portato alla distruzione e allo spreco fino ad arrivare ad un collasso.<br \\\/>Siamo ancora in tempo per cambiare le cose?<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><em>Nunc<\\\/em> is the result of group work based on the collective writing of the scene in favour of shared authorship and a continuous exchange of ideas. The confrontation between us started from stimuli deeply rooted in each member of the group.<\\\/p>\\n\n\n<p>We questioned how human nutrition has affected nature, throughout history up to the present day.<br \\\/>We asked ourselves whether we are at a moment of no return, where progress has led us to destruction and waste to the point of collapse.<br \\\/>Is there still time to change this situation?<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">processo<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">di creazione artistica<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">process<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">of creation<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di\\u00a0una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni et\\u00e0.<br \\\/>La naturale lentezza dell\\u2019agricoltura e la velocit\\u00e0 della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialit\\u00e0 dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.<br \\\/>Nunc \\u00e8 una stratificazione di linguaggi messi in campo con\\u00a0consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga\\u00a0sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.<br \\\/>L\\u2019assenza della\\u00a0parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono,\\u00a0spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della\\u00a0tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p dir=\\\"ltr\\\">A rift opens onto a parallel world that is simultaneously primitive and posthumous. In this strange yet familiar dimension, the visceral theme of hunger becomes a tangible narrative, drawing in audiences of all ages.<br \\\/>The natural slowness of agriculture and the speed of industrial production are narrative forces that engage the audience\\u2019s senses, prompting them to see, taste, smell, touch and listen as part of a timeless ritual.<br \\\/><i>Nunc<\\\/i> is a layering of languages, consciously brought into play by a close-knit collective of artist-craftspeople, prompting reflection on the consequences our actions set in motion throughout history.<br \\\/>The absence of spoken language and the presence of a complex dramaturgy working through sound, space, masks and objects sends a poetic seed plunging into the roots of tradition, where it sprouts into an outcome unlike anything seen before: entertainment without consolation.<\\\/p>\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\\\">motivazione<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">premio scenario infanzia<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">premio scenario<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px; line-height: 0.2;\\\">statement<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \\u201cnuovamente arcaico\\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p>A work that, through a fascination with ritual, brings to the stage the myth of original creation. A regenerated creaturality seems to appear in this 'newly archaic' universe, which, through a skilful use of the mask, effective sonorisation and a carefully calibrated performative opening for childhood, places at the centre the nowadays truly indispensable theme of environmental sustainability. A powerfully material theatrical universe, immersive and multisensorial, of great scenic impact, aware of a measure that, even in innovation, does not want to renounce a craft dimension and a fertile relationship with\\u00a0tradition.<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">motivazione<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">osservatorio critico di scenario<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">motivation<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">critical observatory of scenario award<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \\u00e8 una bella lingua. Forse \\u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\\u00ec. Abbiamo capito bene perch\\u00e9 questa storia ha un\\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\\u2026] Questo \\u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\\u00f9 che frutti dar\\u00e0 delle pentole. Per\\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\\u00ec? [...] Credo siano davvero su un\\u2019isola. Un\\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\\u00f9 che qualche navigante dovr\\u00e0 trovare.<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p>Sure, you couldn't understand the mute language, but that was their language and you could still understand the story. Made of gestures and actions. [...] Amazing that we understood everything. Mute is a beautiful language. Maybe it is the new language? For me, yes. We have understood well because this story has an origin, a path, a direction. It is about the land, the past, the future, the natives, popcorn, cultivation. [...] This is a ritual. An earth ritual with masked characters. Vegetarians probably, because they plant seeds. The earth will later bear fruit if you treat it well. This show tells of it. But more than fruits it will give pots. But thanks to the pots we use in the present, someone will discover how to use them to harvest in the future. They are the remains of us. Will we be found like this? [...] I think they really are on an island. An island isolated from everything. And they are a tribe that some sailor will have to find.<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">nuovi sguardi<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">piccolo osservatorio di scenario (5-11 anni)<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 60px; text-transform: uppercase;\\\">nuovi sguardi<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 32px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">young observatory of scenario award (5-11 years)<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p><i>&lt;&lt; E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande \\u00e8 andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilit\\u00e0 un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo \\u00e8 stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con s\\u00e9. L\\u2019interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance \\u00e8 stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c\\u2019era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ci\\u00f2 che \\u00e8 possibile. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Nj\\u00faz - <strong>Festival PAN (Slovacchia)<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all\\u2019assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l\\u2019altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal \\u201cC\\u2019era una volta\\u201d al finale del ritorno all\\u2019ordine, qualunque esso sia). Bens\\u00ec il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, [...] in uno spazio assoluto e quasi metafisico [...], e soprattutto un mito che \\u2013 proprio grazie alla sua forza epica \\u2013 non si pone come \\u2018parentesi\\u2019 narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell\\u2019equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l\\u2019infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce [...] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell\\u2019umanit\\u00e0, nell\\u2019equilibrio concettuale tra l\\u2019apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Stefano Casi - <strong>casicritici<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; L'impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perci\\u00f2 funge da monito. [...] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino \\\"ora\\\", narra una storia semplice che parla s\\u00ec delle tematiche sottese alla sostenibilit\\u00e0 ma vuole raccontare anche l'importanza delle relazioni e della solidariet\\u00e0. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Rossella Marchi - <b>EOLO rivista online di Teatro Ragazzi<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> Se il teatro \\\"tout public\\\" deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito \\\"docere et delectare\\\" missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. [...] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva \\\"fumettistica\\\" e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati \\\"in casa\\\", trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessit\\u00e0 del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell'attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una societ\\u00e0 deformata dall'illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente.<\\\/i>\\u00a0&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Pietro Corvi - <b>Libert\\u00e0 di Piacenza<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \\u00e8 una bella lingua. Forse \\u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\\u00ec. Abbiamo capito bene perch\\u00e9 questa storia ha un\\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\\u2026] Questo \\u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\\u00f9 che frutti dar\\u00e0 delle pentole. Per\\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\\u00ec? [...] Credo siano davvero su un\\u2019isola. Un\\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\\u00f9 che qualche navigante dovr\\u00e0 trovare. <\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Piccolo osservatorio (5-11 anni) - <b>Premio Scenario Infanzia<br \\\/><br \\\/><\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt;<i> Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \\u201cnuovamente arcaico\\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Osservatorio critico - <b>Premio Scenario Infanzia<\\\/b><b><\\\/b><i><\\\/i><\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><i>&lt;&lt; At 8.10pm, the BRAT Company finally took to the Sala Grande stage with their production of NUNC. The Italian performers put on a show of international calibre that made the local audience and festival-goers laugh. Their powerful message won everyone over thanks to the beautiful costumes and sophisticated mask work. They tackled the important issue of the climate crisis and its impact on food in a humorous yet sensitive way. A distinctive feature of the performance was that the actors performed on damp peat, fertile Italian earth they had brought with them. Interest in the post-show discussion with the company was clear: after the question-and-answer session, a group of audience members and festival-goers remained gathered around the performers, intrigued and with eyes full of enthusiasm. The PAN Festival brought us world-class art that we would otherwise never have had the chance to see. To show us what is possible. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Nj\\u00faz - <strong>Festival PAN (Slovakia)<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; The choice of this kind of narrative, mythical, evocative, mysterious and ruthless, is one of NUNC\\u2019s greatest strengths: a children\\u2019s fairy tale that sparks reflection on the universal absolute, which all adults should (re)watch. It is not a fairy tale with a character to identify with and one to fear; it is not a fairy tale that connects us with the \\u2018elsewhere\\u2019; it is not a fairy tale that presents itself as a satisfying interlude ( from \\u2018Once upon a time\\u2019 to the conclusion where order is restored, whatever that may be). Rather, it is a myth with the breath and shivers of a prophetic book, without characters but with figures that precede their identification, [\\u2026] in an absolute and almost metaphysical space [\\u2026], and above all a myth which \\u2013 precisely because of its epic power \\u2013 does not present itself as a narrative \\u2018interlude\\u2019, but as a phantasmal, if not esoteric, revelation of the universal balance between Order and Disorder. All this in an entertaining, wordless performance created for children. Who take part in it, spellbound. And manage [\\u2026] to grasp the profound meaning of this brief history of humanity, in the conceptual balance between the apocalypse (and the vertigo it represents) and popcorn (with its ephemeral insubstantiality). &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Stefano Casi - <strong>casicritici<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; This collective creation, directed by Claudio Colombo and featuring the talented Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi and Paolo Tosin, has a structure reminiscent of the ancient form of the fairy tale \\u2013 a story with an unvarnished ending that offers no hope and disconcerts the spectator, thus serving as a warning. The story of NUNC, whose title deliberately recalls the Latin word for \\u2018now\\u2019, is simple yet touches on issues of sustainability, and also speaks about the importance of relationships and solidarity. In no uncertain terms, NUNC tells us that if we remain solely in the here and now without sharing our wealth and discoveries, the inhabitants of the world will become extinct. A single glimmer opens up at the end: a light on a sprout. A new opportunity which, hopefully, we will not waste. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Rossella Marchi - <b>EOLO online magazine for children\\u2019s theatre<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> If \\u2018tout public\\u2019 theatre is intended to make children grow up and adults become children again, then the young yet well-established Friulian company BRAT has achieved its mission under the implicit motto \\u2018docere et delectare\\u2019. [\\u2026] BRAT deserves praise for its research into and synthesis of languages and messages, light yet profound, poetic yet entertaining, spanning spoken theatre, figure theatre and experimentation, translated into a highly meaningful \\u2018comic-book-style\\u2019 visual and auditory dramaturgy, with the great added value of real sounds recorded \\u2018at home\\u2019, transformed and played back or performed live. \\u2018Nunc\\u2019 means \\u2018now\\u2019. It suggests an awakening of awareness, an immediate reaction. It reminds us of the need for a change of pace. Now, immediately and for real, against that attitude of the \\u2018eternal present\\u2019 embodied by the prevailing bad politics, the cause and consequence of a society distorted by the forgetful, short-sighted and reckless illusion of being able to live in an eternal present.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Pietro Corvi - <b>Libert\\u00e0 di Piacenza<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> We couldn\\u2019t understand the silent language, of course, but that was their language and we understood the story all the same. It was made up of gestures and actions. [\\u2026] It\\u2019s incredible that we understood everything. Silence is a beautiful language. Perhaps it\\u2019s the new language? For me, it is. We understood it well because this story has an origin, a journey and a direction. It speaks of the Earth, the past, the future, indigenous peoples, popcorn and cultivation. [\\u2026] This is a ritual. An earth ritual with masked characters. They\\u2019re probably vegetarians because they\\u2019re planting seeds. If treated well, the earth will then bear fruit. This performance tells that story. But instead of fruit, it will produce pots. Thanks to these pots, however, someone in the future will discover how to use them to gather things. They are what remains of us. Will we be found like this? [\\u2026] I believe they really are on an island. An island cut off from everything. They are a tribe that some sailor will have to find. <\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Children's Observatory (ages 5\\u201311) - <b>Premio Scenario Infanzia<br \\\/><br \\\/><\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt;<i> A work that, through a fascination with ritual, brings the myth of primordial creation to the stage. A regenerated creaturely quality seems to emerge in this \\u2018newly archaic\\u2019 universe, which, through a skilful use of masks, effective sound design and a performative approach carefully tailored for children, places at its centre the now truly indispensable theme of environmental sustainability. A powerfully tangible, immersive and multisensory theatrical universe, with great visual impact, mindful of a balance which, while embracing innovation, does not wish to forsake its handcrafted dimension or its fertile relationship with tradition.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Critical Observatory - <b>Premio Scenario Infanzia<\\\/b><\\\/p>\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\\\">dicono<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">dello spettacolo<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">show's<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px; line-height: 0.2;\\\">reviews<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}}],\"name\":\"accordion 1\"},{\"type\":\"accordion\",\"props\":{\"class\":\"text-justify\",\"collapsible\":true,\"content_column_breakpoint\":\"m\",\"image_align\":\"top\",\"image_grid_breakpoint\":\"m\",\"image_grid_width\":\"1-2\",\"image_svg_color\":\"emphasis\",\"link_style\":\"default\",\"link_text\":\"Read more\",\"margin\":\"large\",\"show_image\":true,\"show_link\":true,\"visibility\":\"hidden-s\"},\"children\":[{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p><em>Nunc<\\\/em> vuol dire <em>ora<\\\/em>. \\u00c8 un nome e un manifesto per queste assurde creature incapaci di vivere al di l\\u00e0 del proprio naso. Forse, in questi tempi, vivere il qui e ora non \\u00e8 sinonimo di felicit\\u00e0 ma di egoismo, di mancanza di proiezione verso un futuro sostenibile. Forse vivere soltanto nell\\u2019istante significa non ragionare sulle conseguenze. Soprattutto, essere incastrati nel presente, senza riuscire a vedere oltre, ha un effetto: non imparare dai propri errori.<\\\/p>\\n\n\n<p>Come queste creature, non possiamo che vivere il presente. Eppure le nostre\\u00a0azioni di oggi riverberano su ci\\u00f2 che sar\\u00e0 domani. Tutte, dalla pi\\u00f9 piccola alla\\u00a0pi\\u00f9 grande.<\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt; <em>La musica e l\\u2019eco della musica si propagavano nel Vuoto ed esso non\\u00a0era vuoto.<\\\/em> &gt;&gt;\\u00a0 \\u00a0J. R. R. Tolkien<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 40px; text-transform: uppercase;\\\">sinossi<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 25px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">dello spettacolo<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p><em>Nunc<\\\/em> \\u00e8 il frutto di un lavoro di gruppo fondato sulla scrittura di scena collettiva a favore di un\\u2019autorialit\\u00e0 condivisa e di un continuo scambio di idee. Il confronto tra noi \\u00e8 partito da stimoli profondamente radicati in ciascun componente del gruppo.<\\\/p>\\n\n\n<p>Ci siamo interrogati su come l\\u2019alimentazione umana abbia influito sulla natura, nel corso della storia fino ad oggi.<br \\\/>Ci siamo chiesti se siamo in un momento di non ritorno, in cui il progresso ci ha portato alla distruzione e allo spreco fino ad arrivare ad un collasso.<br \\\/>Siamo ancora in tempo per cambiare le cose?<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 40px; text-transform: uppercase;\\\">processo<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 25px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.5; text-transform: lowercase;\\\">di creazione artistica<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di\\u00a0una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni et\\u00e0.<br \\\/>La naturale lentezza dell\\u2019agricoltura e la velocit\\u00e0 della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialit\\u00e0 dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.<br \\\/>Nunc \\u00e8 una stratificazione di linguaggi messi in campo con\\u00a0consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga\\u00a0sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.<br \\\/>L\\u2019assenza della\\u00a0parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono,\\u00a0spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della\\u00a0tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.<\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p>A rift opens onto a parallel world that is simultaneously primitive and posthumous. In this strange yet familiar dimension, the visceral theme of hunger becomes a tangible narrative, drawing in audiences of all ages.<br \\\/>The natural slowness of agriculture and the speed of industrial production are narrative forces that engage the audience\\u2019s senses, prompting them to see, taste, smell, touch and listen as part of a timeless ritual.<br \\\/><i>Nunc<\\\/i> is a layering of languages, consciously brought into play by a close-knit collective of artist-craftspeople, prompting reflection on the consequences our actions set in motion throughout history.<br \\\/>The absence of spoken language and the presence of a complex dramaturgy working through sound, space, masks and objects sends a poetic seed plunging into the roots of tradition, where it sprouts into an outcome unlike anything seen before: entertainment without consolation.<\\\/p>\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\\\">motivazione<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">premio scenario infanzia<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">premio scenario<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px; line-height: 0.2;\\\">statement<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \\u201cnuovamente arcaico\\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 40px; text-transform: uppercase;\\\">motivazione<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 25px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.9; text-transform: lowercase;\\\">osservatorio critico<br \/>di scenario<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p>Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \\u00e8 una bella lingua. Forse \\u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\\u00ec. Abbiamo capito bene perch\\u00e9 questa storia ha un\\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\\u2026] Questo \\u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\\u00f9 che frutti dar\\u00e0 delle pentole. Per\\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\\u00ec? [...] Credo siano davvero su un\\u2019isola. Un\\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\\u00f9 che qualche navigante dovr\\u00e0 trovare.<\\\/p>\",\"status\":\"disabled\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"color: red; font-size: 40px; text-transform: uppercase;\\\">nuovi sguardi<\\\/p> \n\n<p style=\\\"font-size: 25px; color: black; font-weight: 200; line-height: 0.9; text-transform: lowercase;\\\">piccolo osservatorio di scenario<br \/>(5-11 anni)<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\"}},{\"type\":\"accordion_item\",\"props\":{\"content\":\"\n\n<p><i>&lt;&lt; E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande \\u00e8 andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilit\\u00e0 un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo \\u00e8 stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con s\\u00e9. L\\u2019interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance \\u00e8 stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c\\u2019era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ci\\u00f2 che \\u00e8 possibile. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Nj\\u00faz - <strong>Festival PAN (Slovacchia)<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all\\u2019assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l\\u2019altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal \\u201cC\\u2019era una volta\\u201d al finale del ritorno all\\u2019ordine, qualunque esso sia). Bens\\u00ec il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, [...] in uno spazio assoluto e quasi metafisico [...], e soprattutto un mito che \\u2013 proprio grazie alla sua forza epica \\u2013 non si pone come \\u2018parentesi\\u2019 narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell\\u2019equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l\\u2019infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce [...] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell\\u2019umanit\\u00e0, nell\\u2019equilibrio concettuale tra l\\u2019apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Stefano Casi - <strong>casicritici<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; L'impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perci\\u00f2 funge da monito. [...] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino \\\"ora\\\", narra una storia semplice che parla s\\u00ec delle tematiche sottese alla sostenibilit\\u00e0 ma vuole raccontare anche l'importanza delle relazioni e della solidariet\\u00e0. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Rossella Marchi - <b>EOLO rivista online di Teatro Ragazzi<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> Se il teatro \\\"tout public\\\" deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito \\\"docere et delectare\\\" missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. [...] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva \\\"fumettistica\\\" e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati \\\"in casa\\\", trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessit\\u00e0 del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell'attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una societ\\u00e0 deformata dall'illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente.<\\\/i>\\u00a0&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Pietro Corvi - <b>Libert\\u00e0 di Piacenza<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. [\\u2026] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto \\u00e8 una bella lingua. Forse \\u00e8 il nuovo linguaggio? Per me s\\u00ec. Abbiamo capito bene perch\\u00e9 questa storia ha un\\u2019origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. [\\u2026] Questo \\u00e8 un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perch\\u00e9 piantano dei semi. La terra dar\\u00e0 poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma pi\\u00f9 che frutti dar\\u00e0 delle pentole. Per\\u00f2 grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprir\\u00e0 come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati cos\\u00ec? [...] Credo siano davvero su un\\u2019isola. Un\\u2019isola isolata da tutto. E loro sono una trib\\u00f9 che qualche navigante dovr\\u00e0 trovare. <\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Piccolo osservatorio (5-11 anni) - <b>Premio Scenario Infanzia<br \\\/><br \\\/><\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt;<i> Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalit\\u00e0 rigenerata sembra affacciarsi a questo universo \\u201cnuovamente arcaico\\u201d, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l\\u2019infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilit\\u00e0 ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Osservatorio critico - <b>Premio Scenario Infanzia<\\\/b><b><\\\/b><i><\\\/i><\\\/p>\",\"content_en_gb\":\"\n\n<p><i>&lt;&lt; At 8.10pm, the BRAT Company finally took to the Sala Grande stage with their production of NUNC. The Italian performers put on a show of international calibre that made the local audience and festival-goers laugh. Their powerful message won everyone over thanks to the beautiful costumes and sophisticated mask work. They tackled the important issue of the climate crisis and its impact on food in a humorous yet sensitive way. A distinctive feature of the performance was that the actors performed on damp peat, fertile Italian earth they had brought with them. Interest in the post-show discussion with the company was clear: after the question-and-answer session, a group of audience members and festival-goers remained gathered around the performers, intrigued and with eyes full of enthusiasm. The PAN Festival brought us world-class art that we would otherwise never have had the chance to see. To show us what is possible. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Nj\\u00faz - <strong>Festival PAN (Slovakia)<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; The choice of this kind of narrative, mythical, evocative, mysterious and ruthless, is one of NUNC\\u2019s greatest strengths: a children\\u2019s fairy tale that sparks reflection on the universal absolute, which all adults should (re)watch. It is not a fairy tale with a character to identify with and one to fear; it is not a fairy tale that connects us with the \\u2018elsewhere\\u2019; it is not a fairy tale that presents itself as a satisfying interlude ( from \\u2018Once upon a time\\u2019 to the conclusion where order is restored, whatever that may be). Rather, it is a myth with the breath and shivers of a prophetic book, without characters but with figures that precede their identification, [\\u2026] in an absolute and almost metaphysical space [\\u2026], and above all a myth which \\u2013 precisely because of its epic power \\u2013 does not present itself as a narrative \\u2018interlude\\u2019, but as a phantasmal, if not esoteric, revelation of the universal balance between Order and Disorder. All this in an entertaining, wordless performance created for children. Who take part in it, spellbound. And manage [\\u2026] to grasp the profound meaning of this brief history of humanity, in the conceptual balance between the apocalypse (and the vertigo it represents) and popcorn (with its ephemeral insubstantiality). &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Stefano Casi - <strong>casicritici<\\\/strong><\\\/p>\\n\n\n<p><i><br \\\/>&lt;&lt; This collective creation, directed by Claudio Colombo and featuring the talented Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi and Paolo Tosin, has a structure reminiscent of the ancient form of the fairy tale \\u2013 a story with an unvarnished ending that offers no hope and disconcerts the spectator, thus serving as a warning. The story of NUNC, whose title deliberately recalls the Latin word for \\u2018now\\u2019, is simple yet touches on issues of sustainability, and also speaks about the importance of relationships and solidarity. In no uncertain terms, NUNC tells us that if we remain solely in the here and now without sharing our wealth and discoveries, the inhabitants of the world will become extinct. A single glimmer opens up at the end: a light on a sprout. A new opportunity which, hopefully, we will not waste. &gt;&gt;<\\\/i><\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Rossella Marchi - <b>EOLO online magazine for children\\u2019s theatre<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> If \\u2018tout public\\u2019 theatre is intended to make children grow up and adults become children again, then the young yet well-established Friulian company BRAT has achieved its mission under the implicit motto \\u2018docere et delectare\\u2019. [\\u2026] BRAT deserves praise for its research into and synthesis of languages and messages, light yet profound, poetic yet entertaining, spanning spoken theatre, figure theatre and experimentation, translated into a highly meaningful \\u2018comic-book-style\\u2019 visual and auditory dramaturgy, with the great added value of real sounds recorded \\u2018at home\\u2019, transformed and played back or performed live. \\u2018Nunc\\u2019 means \\u2018now\\u2019. It suggests an awakening of awareness, an immediate reaction. It reminds us of the need for a change of pace. Now, immediately and for real, against that attitude of the \\u2018eternal present\\u2019 embodied by the prevailing bad politics, the cause and consequence of a society distorted by the forgetful, short-sighted and reckless illusion of being able to live in an eternal present.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Pietro Corvi - <b>Libert\\u00e0 di Piacenza<\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p><br \\\/>&lt;&lt;<i> We couldn\\u2019t understand the silent language, of course, but that was their language and we understood the story all the same. It was made up of gestures and actions. [\\u2026] It\\u2019s incredible that we understood everything. Silence is a beautiful language. Perhaps it\\u2019s the new language? For me, it is. We understood it well because this story has an origin, a journey and a direction. It speaks of the Earth, the past, the future, indigenous peoples, popcorn and cultivation. [\\u2026] This is a ritual. An earth ritual with masked characters. They\\u2019re probably vegetarians because they\\u2019re planting seeds. If treated well, the earth will then bear fruit. This performance tells that story. But instead of fruit, it will produce pots. Thanks to these pots, however, someone in the future will discover how to use them to gather things. They are what remains of us. Will we be found like this? [\\u2026] I believe they really are on an island. An island cut off from everything. They are a tribe that some sailor will have to find. <\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Children's Observatory (ages 5\\u201311) - <b>Premio Scenario Infanzia<br \\\/><br \\\/><\\\/b><\\\/p>\\n\n\n<p>&lt;&lt;<i> A work that, through a fascination with ritual, brings the myth of primordial creation to the stage. A regenerated creaturely quality seems to emerge in this \\u2018newly archaic\\u2019 universe, which, through a skilful use of masks, effective sound design and a performative approach carefully tailored for children, places at its centre the now truly indispensable theme of environmental sustainability. A powerfully tangible, immersive and multisensory theatrical universe, with great visual impact, mindful of a balance which, while embracing innovation, does not wish to forsake its handcrafted dimension or its fertile relationship with tradition.<\\\/i>&gt;&gt;<\\\/p>\\n\n\n<p style=\\\"text-align: right;\\\">Critical Observatory - <b>Premio Scenario Infanzia<\\\/b><\\\/p>\",\"title\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px;line-height:1;padding-top:8px;\\\">dicono<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; line-height: 0;color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">dello spettacolo<\\\/p><\\\/span><\\\/h2>\",\"title_en_gb\":\"\n\n<h2 class=\\\"wdcstitle\\\"><span>\n\n<p style=\\\"font-size: 20px; color: black; font-weight: 200; text-transform: lowercase;\\\">show's<\\\/p>\n\n<p style=\\\"font-size: 40px; line-height: 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