nunc
NUNC
creazione collettiva
regia Claudio Colombo
aiuto regia Michele Guidi
contributo narrativo Pier Lorenzo Pisano
con Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Irene Silvestri, Paolo Tosin
suoni e musiche originali Paolo Tosin
maschere e costumi BRAT
scene Claudio Signorini di TuttaScena
produzione BRAT
realizzato grazie a Teatro Metastasio di Prato
con il sostegno di Scenario ETS, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale
VINCITORE DI PREMIO SCENARIO INFANZIA 2022
NUNC, che significa “ora”, racconta la storia di un mondo abitato da creature che vivono soltanto nell’istante: un presente continuo nel quale queste assurde figure sono incapaci di vedere al di là del proprio naso. In un mondo sospeso tra un passato remoto e un futuro già consumato, tutto parte da ciò che è più semplice e necessario: la fame. Ma il bisogno primario diventa presto desiderio, possesso, accumulo e avidità. Si coltiva, si produce, si consuma. E così, passo dopo passo, la ricerca di ciò che serve per vivere finisce per trasformarsi in ciò che mette a rischio la possibilità stessa di un domani, in una folle corsa verso l’estinzione.
Una storia semplice che, poco a poco, diventa la parabola dell’umanità intera e dei suoi meccanismi: la lotta per le risorse, la sopraffazione del più debole, l’egoismo e la violenza.
NUNC guarda con lucidità al rapporto tra ciò che facciamo oggi e ciò che lasciamo a chi verrà dopo di noi: “ora” è il tempo in cui viviamo, ma anche il momento nel quale ogni scelta produce conseguenze. Ciò che ora scegliamo, o non scegliamo, diventa futuro.
Senza parole, attraverso maschere, corpi, oggetti, suoni e terra, prende forma un universo surreale e al contempo concretissimo. La potenza delle immagini apre un immaginario che fa divertire, fantasticare e sognare: una fiaba senza tempo che sorprende e porta a riflettere sulla condizione dell’essere umano. Lasciando, alla fine, un piccolo e prezioso sapore di speranza.
motivazione
premio scenario infanzia
Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni età.
La naturale lentezza dell’agricoltura e la velocità della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialità dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.
Nunc è una stratificazione di linguaggi messi in campo con consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.
L’assenza della parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono, spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.
dicono
dello spettacolo
<< E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande è andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilità un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo è stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con sé. L’interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance è stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c’era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ciò che è possibile. >>
Njúz – Festival PAN (Slovacchia)
<< La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all’assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l’altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal “C’era una volta” al finale del ritorno all’ordine, qualunque esso sia). Bensì il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, […] in uno spazio assoluto e quasi metafisico […], e soprattutto un mito che – proprio grazie alla sua forza epica – non si pone come ‘parentesi’ narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell’equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l’infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce […] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell’umanità, nell’equilibrio concettuale tra l’apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). >>
Stefano Casi – casicritici
<< L’impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perciò funge da monito. […] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino “ora”, narra una storia semplice che parla sì delle tematiche sottese alla sostenibilità ma vuole raccontare anche l’importanza delle relazioni e della solidarietà. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. >>
Rossella Marchi – EOLO rivista online di Teatro Ragazzi
<< Se il teatro “tout public” deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito “docere et delectare” missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. […] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva “fumettistica” e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati “in casa”, trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessità del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell’attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una società deformata dall’illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente. >>
Pietro Corvi – Libertà di Piacenza
<< Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. […] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto è una bella lingua. Forse è il nuovo linguaggio? Per me sì. Abbiamo capito bene perché questa storia ha un’origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. […] Questo è un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perché piantano dei semi. La terra darà poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma più che frutti darà delle pentole. Però grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprirà come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati così? […] Credo siano davvero su un’isola. Un’isola isolata da tutto. E loro sono una tribù che qualche navigante dovrà trovare. >>
Piccolo osservatorio (5-11 anni) – Premio Scenario Infanzia
<< Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalità rigenerata sembra affacciarsi a questo universo “nuovamente arcaico”, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l’infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilità ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.>>
Osservatorio critico – Premio Scenario Infanzia
motivazione
premio scenario infanzia
Uno squarcio che si apre su un mondo parallelo contemporaneamente primitivo e postumo. Il tema viscerale della fame diventa racconto materico di una dimensione aliena ma familiare che raccoglie il pubblico di ogni età.
La naturale lentezza dell’agricoltura e la velocità della produzione industriale sono motori narrativi che coinvolgono la sensorialità dello spettatore chiamato a vedere, gustare, annusare, toccare e ascoltare in un rito senza tempo.
Nunc è una stratificazione di linguaggi messi in campo con consapevolezza da un collettivo affiatato di artisti artigiani che ci interroga sulle conseguenze che le nostre azioni innescano nella storia.
L’assenza della parola e la presenza di una drammaturgia complessa, che investe suono, spazio maschere e oggetti, precipita un seme poetico nelle radici della tradizione e germoglia in un esito inedito che diverte senza consolare.
dicono
dello spettacolo
<< E per finire, alle 20:10, nella Sala Grande è andato in scena NUNC della Compagnia BRAT. Gli artisti italiani, con uno spettacolo di livello internazionale, hanno fatto ridere il pubblico locale e i partecipanti al festival. Il forte messaggio ha conquistato tutti grazie ai bellissimi costumi e al raffinato lavoro con le maschere. Hanno saputo affrontare con leggerezza, umorismo e sensibilità un tema attuale come la crisi climatica e il suo impatto sul cibo. Un elemento particolare dello spettacolo è stato il fatto che gli attori recitassero su torba umida, fertile terra italiana che avevano portato con sé. L’interesse per il dibattito con la compagnia dopo la performance è stato evidente: dopo alcune domande e risposte, attorno a loro c’era ancora un gruppo di spettatori e partecipanti al festival, incuriositi e con gli occhi pieni di entusiasmo. Il Festival PAN ci ha portato arte di livello mondiale che altrimenti non avremmo potuto vedere. Per mostrarci ciò che è possibile. >>
Njúz – Festival PAN (Slovacchia)
<< La scelta di una narrazione di questo tipo, mitica, evocativa, misteriosa e spietata, costituisce uno dei pregi maggiori di Nunc: una fiaba per bambini che innesca un pensiero che rimanda all’assoluto universale e che tutti gli adulti dovrebbero (ri)vedere. Non la fiaba con il personaggio in cui identificarsi e quello da temere, non la fiaba che mette in relazione noi con l’altrove, non la fiaba che si presenta come una parentesi appagante (dal “C’era una volta” al finale del ritorno all’ordine, qualunque esso sia). Bensì il mito con il respiro e i brividi del libro profetico, senza personaggi ma con figure che precedono la loro identificazione, […] in uno spazio assoluto e quasi metafisico […], e soprattutto un mito che – proprio grazie alla sua forza epica – non si pone come ‘parentesi’ narrativa, ma come rivelazione fantasmatica, se non esoterica, dell’equilibrio universale di Ordine e Disordine. Tutto questo in uno spettacolo divertente e senza parole, per giunta creato per l’infanzia. Che partecipa affascinata. E riesce […] a cogliere il senso profondo di questa breve storia dell’umanità, nell’equilibrio concettuale tra l’apocalisse (e la vertigine che rappresenta) e il pop-corn (con la sua effimera inconsistenza). >>
Stefano Casi – casicritici
<< L’impianto di questa creazione collettiva diretta da Claudio Colombo con in scena le brave Agata Garbuio, Claudia Manuelli, Michele Guidi e Paolo Tosin, ricorda quello antico della fiaba, quello in cui si racconta una storia il cui finale non edulcorato non lascia speranze, spiazza lo spettatore e perciò funge da monito. […] La storia di NUNC, che non a caso richiama il suo significato latino “ora”, narra una storia semplice che parla sì delle tematiche sottese alla sostenibilità ma vuole raccontare anche l’importanza delle relazioni e della solidarietà. NUNC ci racconta senza mezzi termini che rimanere soltanto nel qui e ora, non condividere le ricchezze e le scoperte porta gli abitanti del mondo ad estinguersi. Un unico spiraglio si apre alla fine: una luce su di un germoglio. Una nuova occasione, che si spera, non sprecheremo. >>
Rossella Marchi – EOLO rivista online di Teatro Ragazzi
<< Se il teatro “tout public” deve far diventare grandi i piccoli e viceversa, al motto implicito “docere et delectare” missione raggiunta per la giovane ma ben avviata compagnia friulana BRAT. […] Un elogio a BRAT per la ricerca e sintesi di linguaggi e messaggi, leggera e profonda, poetica e divertente, fra prosa, figura e sperimentazione, tradotta in una drammaturgia visiva e uditiva “fumettistica” e altamente significante, gran valore aggiunto tra suoni reali registrati “in casa”, trasformati e lanciati o eseguiti dal vivo. Nunc significa ora. Suggerisce una presa di coscienza, una reazione immediata. Rammenta la necessità del cambio di passo. Adesso, subito e per davvero, contro quell’attitudine da eterno presente incarnata dalla malapolitica imperante, causa e conseguenza di una società deformata dall’illusione smemorata, miope e sconsiderata di poter vivere un eterno presente. >>
Pietro Corvi – Libertà di Piacenza
<< Certo, non si capiva la lingua muta, ma quella era la loro lingua e si capiva lo stesso la storia. Fatta di gesti e azioni. […] Incredibile che abbiamo capito tutto. Il muto è una bella lingua. Forse è il nuovo linguaggio? Per me sì. Abbiamo capito bene perché questa storia ha un’origine, un percorso, una direzione. Parla della terra, del passato, del futuro, degli indigeni, dei popcorn, della coltivazione. […] Questo è un rito. Un rito di terra con personaggi in maschera. Vegetariani probabilmente, perché piantano dei semi. La terra darà poi dei frutti, se la si tratta bene. Questo spettacolo lo racconta. Ma più che frutti darà delle pentole. Però grazie alle pentole che noi usiamo nel presente qualcuno scoprirà come usarle per raccogliere nel futuro. Sono i resti di noi. Saremo ritrovati così? […] Credo siano davvero su un’isola. Un’isola isolata da tutto. E loro sono una tribù che qualche navigante dovrà trovare. >>
Piccolo osservatorio (5-11 anni) – Premio Scenario Infanzia
<< Un lavoro che, attraverso una fascinazione per il rituale, porta in scena il mito della creazione originaria. Una creaturalità rigenerata sembra affacciarsi a questo universo “nuovamente arcaico”, che attraverso un sapiente uso della maschera, di una efficace sonorizzazione e di una apertura performativa attentamente calibrata per l’infanzia, pone al centro il tema oggi davvero irrinunciabile della sostenibilità ambientale. Un universo teatrale potentemente materico, immersivo e multisensoriale, di grande impatto scenico, consapevole di una misura che, pur nella innovazione, non vuole rinunciare a una dimensione artigianale e a un fertile rapporto con la tradizione.>>
Osservatorio critico – Premio Scenario Infanzia